Le normative di riferimento per le calzature professionali - Reposa

Le normative di riferimento per le calzature professionali

Le normative di riferimento per le calzature professionali

Le normative di riferimento per le calzature professionali

Le calzature da lavoro sono un accessorio non solo indispensabile alla salute del lavoratore, ma anche obbligatorio.  Non per niente rientrano nella categoria dei dispositivi di protezione individuale (DPI).

Se un tempo infatti le cosiddette scarpe antinfortunistiche venivano impiegate soltanto nei lavori considerati più duri e pericolosi, come quelli svolti in officine, cantieri e fonderie, ad oggi le scarpe professionali sono ai piedi di innumerevoli professionisti: dagli operatori sanitari, ai laboratori, scuole, imprese di pulizia e centri estetici.

Le calzature professionali hanno caratteristiche e peculiarità specifiche rispondenti ai rischi che si possono  incontrare sul luogo di lavoro e che purtroppo, nonostante la preventiva valutazione e l’adozione di tutte le misure, non è possibile azzerare.

È per questo che esistono i dispositivi di protezione individuale, che rappresentano un livello aggiuntivo di protezione contro gli ineliminabili rischi residui.

Ma tra le tante offerte a disposizione, come si scelgono le scarpe professionali più adatte per proteggersi dai rischi del proprio lavoro? In questo articolo andremo a fare chiarezza sulle certificazioni riguardanti le calzature professionali, che hanno la funzione di assicurarne la qualità e l’idoneità all’uso.

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Certificazioni e standard di sicurezza

A definire gli standard di sicurezza da rispettare in qualsiasi luogo di lavoro sono delle normative ben precise, le UNI EN ISO, che presentano parametri di riferimento e capitolati molto rigidi, i quali, ai fine del rilascio della certificazione, vengono testati su prodotto da enti terzi autorizzati.

Questi enti certificatori super partes si occupano di ricreare in laboratorio gli ambienti e i condizionamenti idonei ai test e autentificano i livelli di protezione della calzatura che, se essenziali, devono essere riportati sulla suola. Generalmente si parla di marcature di sicurezza.

Oltre a tali requisiti essenziali esistono anche dei requisiti aggiuntivi, obbligatori o facoltativi a seconda del luogo di lavoro.

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Le Norme Europee sulla Sicurezza: le certificazioni EN ISO

Ma quali sono gli enti che dettano gli standard di sicurezza?

Ne esiste più di uno, ma la più importante organizzazione a livello mondiale in materia di norme tecniche e sicurezza sul lavoro è sicuramente la International Organization for Standardization, in italiano “Organizzazione Internazionale per la normazione”, abbreviata comunemente in “ISO”.

Alle norme stabilite da questa organizzazione con sede a Ginevra fanno riferimento gli enti di ormai 164 Paesi in tutto il mondo, che sono tenuti ad adeguare i propri sistemi di gestione della qualità a tali standard e ad aggiornarsi periodicamente a fronte di eventuali revisioni delle norme esistenti.

In questo modo, quando un prodotto presenta una certificazione ISO, si ha la garanzia di un livello di qualità e sicurezza elevato e uguale per tutti i prodotti recanti tale certificazione. Attualmente, le norme di riferimento per le scarpe da lavoro sono le seguenti:

  • EN ISO 20344:2011 – questa norma stabilisce i test e metodi di prova delle calzature progettate per essere dei DPI, e deve essere rispettata congiuntamente alle norme EN ISO 20346, EN ISO 20347 o EN ISO 20347 in relazione ai rischi specifici contro cui sono testate
  • EN ISO 20345:2011 – fa riferimento alle scarpe antinfortunistiche per usi generali, identificate come “calzature di sicurezza”, e prevede la protezione da rischi meccanici, rischi di scivolamento, rischi termici, oltre a stabilire la presenza del puntale protettivo con resistenza a 200 joule (pari all’urto provocato da un peso di 20kg che cade dall’altezza di 1 metro)
  • EN ISO 20346:2012 – le calzature recanti questo codice sono definite “calzature di protezione”, e recano un puntale resistente agli urti fino a 100 joule
  • EN ISO 20347:2012 – che corrisponde alla definizione di “calzature da lavoro” e non prevede la presenza di un puntale, ma può essere integrata da delle funzioni di protezione aggiuntive a seconda delle esigenze

In base a queste certificazioni, le calzature DPI sono tenute ad avere determinate caratteristiche e a garantire una certa performance. I requisiti di una calzatura si possono individuare più nel dettaglio grazie alla presenza di marcature, rappresentate come lettere o simboli, ciascuno corrispondente a un diverso tipo di prestazione, ad esempio:

  • A: calzatura antistatica
  • E: assorbimento dell’energia nella zona del tallone
  • P: resistenza alla perforazione del fondo della calzatura
  • FO: resistenza della suola agli idrocarburi
  • SRA, SRB o SRC: performance antiscivolo della suola, in diverse condizioni di utilizzo
  • Marchio CE: che sta ad indicare la conformità ai regolamenti comunitari Europei sui prodotti commercializzati

Solo per citarne alcune.

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Le certificazioni dei prodotti Reposa

Ma facciamo ulteriore chiarezza prendendo ad esempio alcuni dei top di gamma tra gli zoccoli sanitari Reposa, andando a vedere quali sono le corrispondenti normative e marcature a cui fanno riferimento.

Safe

  • Normativa: EN ISO 20345:2011; cosa significa? Come abbiamo visto, questa certificazione corrisponde a un tipo di calzatura da lavoro dotata di puntale. Reposa Safe è infatti un modello classificato come calzatura di sicurezza, e dunque provvista di puntale con resistenza agli urti fino a 200 joule
  • Marcature: SB, che significa che la calzatura ha un puntale con resistenza a 200 joule, rispetta l’altezza minima della tomaia e ha una suola resistente agli idrocarburi, CE (conforme alle norme europee), A (antistatico), E (assorbe energia nella zona del tallone), e SRC (massimo coefficiente antiscivolo).

Max e Easy

  • Normativa: EN ISO 20347:2012; ecco un esempio di calzature sanitarie realizzate in modelli diversi ma rispondenti alla stessa normativa: gli zoccoli sanitari Reposa Max e Reposa Easy sono certificati come calzature da lavoro, non prevedono la presenza del puntale e garantiscono livelli di comfort elevati e quindi adeguati allo svolgimento delle attività lavorative. L’unica differenza sta nella presenza, nel modello Max, del laccetto ribaltabile posteriore, mentre il modello Easy è completamente aperto sul retro.
  • Marcature: OB (scarpa da lavoro), A (antistatica), E (assorbe energia nella zona del tallone), SRC (massima performance antiscivolo) e CE (conformità europea).

Medical O, Work O e Nurse O

  • Normativa: EN ISO 20347:2011; le Reposa Medical O, Work O e Nurse O sono scarpe in microfibra pensate per ospedali, farmacie e per tutto il settore ho.re.ca., che recano tutte le caratteristiche proprie delle calzature da lavoro. La differenza in questo caso viene comunicata dalle marcature.
  • Marcature: se per Reposa Medical O le marcature sono E, A, ORO (suola resistente agli idrocarburi) e SRC, Nurse O e Work O recano le marcature O1 e SRC, ed è proprio su queste differenze che si gioca la scelta della calzatura da lavoro più adatta tra queste scarpe all’apparenza similissime.

Medical S, Work S e Nurse S

  • Normativa: EN ISO 20345:2011, la versione dotata di puntale dei modelli precedenti.
  • Marcature: i modelli Work S e Nurse S godono delle marcature S1, che certifica in un’unica marcatura caratteristiche quali la parte posteriore chiusa, l’antistaticità, la resistenza agli idrocarburi e la capacità di assorbimento di energia del tallone, e di una suola certificata SRC. Il modello Medical S ha invece le marcature SB, A e SRC.

 

Le prestazioni dei prodotti Reposa scaturiscono non solo dal rispetto delle norme citate, ma anche e soprattutto da una continua ricerca e innovazione che punta ad elevare al massimo tutte le qualità del prodotto. La differenza tra il conformarsi a uno standard e il superamento di esso sta nell’esecuzione delle tecniche produttive, nella spinta verso il perfezionamento e nella voglia di restare sempre un punto di riferimento nel mercato in cui si opera: valori condivisi da tutti i migliori produttori di calzature professionali, specialmente da coloro che garantiscono la promozione e la continuità del Made in Italy.

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