Normative di riferimento per le calzature professionali: la nuova EN ISO 2022

Normative di riferimento per le calzature professionali: la nuova EN ISO 2022

Normative di riferimento per le calzature professionali: la nuova EN ISO 2022

Le calzature da lavoro sono un accessorio non solo indispensabile alla salute del lavoratore, ma anche obbligatorio. Non per niente rientrano nella categoria dei dispositivi di protezione individuale (DPI).

Se un tempo infatti le cosiddette scarpe antinfortunistiche venivano impiegate soltanto nei lavori considerati più duri e pericolosi, come quelli svolti in officine, cantieri e fonderie, ad oggi le scarpe professionali sono ai piedi di innumerevoli professionisti: dagli operatori sanitari, ai laboratori, scuole, imprese di pulizia e centri estetici.

Va da sé, quindi, quanto ampia l’offerta di calzature professionali possa essere, dove ogni scarpa possiede caratteristiche e peculiarità specifiche rispondenti ai rischi che si possono incontrare sul luogo di lavoro e che, purtroppo, nonostante la preventiva valutazione e l’adozione di tutte le misure, non è possibile azzerare. Per questo esistono i dispositivi di protezione individuale, per fornire un livello aggiuntivo di protezione contro gli ineliminabili rischi residui.

Ma tra le tante offerte a disposizione, come si scelgono le scarpe da lavoro più adatte per proteggersi dai rischi della propria professione? Conoscendo le certificazioni che le definiscono e ricercando solo ed esclusivamente prodotti riportanti tali attestazioni che, di fatto, hanno la funzione di assicurare la qualità e l’idoneità all’uso delle calzature.

Vediamo quindi quali sono queste normative e in che modo determinano la realizzazione delle scarpe antinfortunistiche.


Normative di riferimento: Certificazioni e standard di sicurezza

A definire gli standard di sicurezza da rispettare in qualsiasi luogo di lavoro sono delle normative ben precise, le UNI EN ISO, che presentano parametri di riferimento e capitolati molto rigidi, i quali, ai fini del rilascio della certificazione, vengono testati sul prodotto da enti terzi autorizzati.

Questi enti certificatori super partes si occupano di ricreare in laboratorio gli ambienti e i condizionamenti idonei ai test e autentificano i livelli di protezione della calzatura che, se essenziali, devono essere riportati sulla suola. Generalmente si parla di marcature di sicurezza.

Oltre a tali requisiti essenziali esistono anche dei requisiti aggiuntivi, obbligatori o facoltativi a seconda del luogo di lavoro.


Normative di riferimento: gli Enti preposti

Esistono svariati enti che legiferano in materia di norme tecniche e sicurezza sul lavoro, ma la più importante organizzazione a livello mondiale è sicuramente la International Organization for Standardization, in italiano “Organizzazione Internazionale per la normazione”, abbreviata comunemente in “ISO”.

Alle norme stabilite da questa organizzazione con sede a Ginevra fanno riferimento gli enti di ormai 164 Paesi in tutto il mondo, che sono tenuti ad adeguare i propri sistemi di gestione della qualità a tali standard e ad aggiornarsi periodicamente a fronte di eventuali revisioni delle norme esistenti.

In questo modo, quando un prodotto presenta una certificazione ISO, si ha la garanzia di un livello di qualità e sicurezza elevato e uguale per tutti i prodotti recanti tale certificazione.


Normative di riferimento attuali e passate

Prima di sviscerare le varie normative e come queste sono state modificate, va detto che, a prescindere dalla certificazione, le calzature DPI sono tenute ad avere determinate caratteristiche e a garantire una certa performance. I requisiti di una calzatura si possono individuare più nel dettaglio grazie alla presenza di marcature, rappresentate come lettere o simboli, ciascuno corrispondente a un diverso tipo di prestazione, ad esempio:

-    A: calzatura antistatica

-    E: assorbimento dell’energia nella zona del tallone

-    P: resistenza alla perforazione del fondo della calzatura

-    FO: resistenza della suola agli idrocarburi

-    SRA, SRB o SRC: performance antiscivolo della suola, in diverse condizioni di utilizzo

-    Marchio CE: che sta ad indicare la conformità ai regolamenti comunitari Europei sui prodotti commercializzati


Solo per citarne alcune. Tali marcature consentono di individuare in modo rapido e veloce le caratteristiche principali della scarpa da lavoro validandone, inoltre, la sicurezza e qualità.


Per quanto riguardo, invece, le norme di riferimento per le scarpe da lavoro va detto che, fino al 2022, sono state le seguenti:


-    EN ISO 20344:2011 – questa norma stabilisce i test e metodi di prova delle calzature progettate per essere dei DPI, e deve essere rispettata congiuntamente alle norme EN ISO 20346, o EN ISO 20347 in relazione ai rischi specifici contro cui sono testate

-    EN ISO 20345:2011 – fa riferimento alle scarpe antinfortunistiche per usi generali, identificate come “calzature di sicurezza”, e prevede la protezione da rischi meccanici, rischi di scivolamento, rischi termici, oltre a stabilire la presenza del puntale protettivo con resistenza a 200 joule (pari all’urto provocato da un peso di 20kg che cade dall’altezza di 1 metro)

-    EN ISO 20346:2012 – le calzature recanti questo codice sono definite “calzature di protezione”, e recano un puntale resistente agli urti fino a 100 joule

-    EN ISO 20347:2012 – che corrisponde alla definizione di “calzature da lavoro” e non prevede la presenza di un puntale, ma può essere integrata da delle funzioni di protezione aggiuntive a seconda delle esigenze

Il 2022 ha segnato un aggiornamento in materia. Sono stati predisposti, infatti, sia aggiornamenti ai requisiti e ai metodi di prova, sia nuovi requisiti supplementari e nuove marcature.


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Nuove norme europee: aggiornamenti ai requisiti e ai metodi di prova

I principali aggiornamenti ai requisiti hanno riguardato:

-    I puntali e gli inserti

-    I puntali e gli inserti antiperforazione metallici devono adesso essere conformi alle norme EN ISO 22568- 1/2/3:2019

-    Gli inserti antiperforazione non metallici devono essere conformi alla nuova EN ISO 22568-4:2021

-    La tomaia polimerica

-    È stato modificato il requisito, da 1,3÷4,6 N/mm2 a ≥1,0 N/mm2. Resta invariato il requisito per l’allungamento a rottura ≥250 %

-    Le calzature ibride

-    È stata inserita un’ulteriore prova di cucitura tra le due parti (scafo e

-    tomaio superiore) con requisito ≥10 N/mm.

-    Le calzature elettricamente isolanti

-    È stato eliminato il riferimento alle calzature elettricamente isolanti e alla relativa norma armonizzata di riferimento EN 50321.

-    Lo spessore della suola con cavità

-    È stato introdotto un nuovo spessore per questo tipo di suola, il d4, il quale prevede, come requisito essenziale, che il battistrada sia maggiore o uguale a 2,0 mm.

-    L’inserto antiperforazione

-    Inserto non metallico

-    Il suo spesso può adesso essere ridotto soltanto nell’area della flangia del puntale e comunque non oltre i 2 mm. Le riduzioni di spessore al di fuori di quest’area non sono permesse ma, comunque, la scarnitura non è considerata riduzione di spessore.

-    Inserto antiperforazione metallico

-    può avere un massimo di tre fori (prima anche quello non metallico).


Per quanto riguarda invece gli aggiornamenti ai metodi di prova abbiamo:


-    La permeabilità al vapore e coefficiente (sia per la tomaia che per la fodera)

-    Per la tomaia

-    Se è presente un materiale non permeabile, questo non deve coprire una superficie maggiore del 25 %; sono esclusi: collarino, puntale, contrafforte e parti a contatto con la suola.

-    È accettata una superficie minore del 10 % di materiali non permeabili.

-    Se copre una superficie fino al 25 % il requisito per i restanti materiali è ≥2,0 mg/(cm2h).

-    Tali modifiche sono molto importanti dal momento che comporteranno per forza dei cambiamenti anche nella modelleria.

-    Per la fodera

-    Se la fodera è presente solo nella zona del tallone non è richiesto di testare la permeabilità al vapore.

-    Se non è presente il contrafforte o è presente ma perforato, la fodera del tallone dovrà essere conforme anche alla permeabilità al vapore e coefficiente.

-    Non è necessario testare i contrafforti privi di fodera.

-    Le prove di abrasione

-    Del sottopiede

-    Modificato lo spessore finale (alla fine della prova) a cui deve essere il sottopiede rispetto all’originale. Sancito al 66%.

-    Della suola

-    Al termine della prova occorre indicare se nella parte esterna della suola appaiono fori.

-    Altre prove sulle suole

-    Suole multistrato

-     i provini devono essere ottenuti nello spessore indicato in ciascuna prova, di un unico materiale se lo spessore della suola lo consente (suola), oppure di due materiali (suola + intersuola) se lo spessore non è sufficiente.

-    Suole con cavità

-     i provini devono essere ottenuti nello spessore indicato in ciascuna prova e, se ciò non è possibile, nello spessore a disposizione.

-    Tutte le prove della suola devono essere eseguite sui materiali a contatto con il terreno durante l'uso della calzatura, ad eccezione della resistenza agli idrocarburi in cui devono essere testati tutti i materiali visibili dalla parte inferiore della suola


Infine, le modifiche hanno riguardato anche le marcature. A tal proposito menzioniamo:

-    La resistenza alla perforazione

-    Per le calzature con inserto antiperforazione non metallico sono previste due diverse prove e marcature:

-    PL: prova passa/non passa a 1.100 N con chiodo tronco conico Ø 4,5 mm. Requisito: non deve verificarsi perforazione in nessuna delle quattro misurazioni. Inoltre, durante tutte le prove non deve verificarsi alcuna separazione degli strati, ad es. effetto tenda.

-    PS: prova con forza massima di perforazione con chiodo tronco conico Ø 3,0 mm. Requisiti: il valore medio della forza richiesta per perforare il fondo deve essere ≥1.100 N e ogni singolo valore deve essere ≥950 N.

-    La resistenza elettrica (C oppure A)

-    È cambiata la denominazione, da “calzatura conduttiva” diventa “calzatura parzialmente conduttiva”.

-    L’impermeabilità dinamica (WR)

-    Tale modifica sancisce che, al termine di questa prova, non debba verificarsi alcuna penetrazione d’acqua all’interno della calzatura. L’impermeabilità deve, cioè, essere totale.

-    La resistenza allo scivolamento (SR)

-    Sono state modificate le prove fatte a tale riguardo, introducendo la posizione di scivolamento in punta (con calzatura rivolta all’indietro e inclinata di 7°) ed eliminando la posizione con la calzatura in posizione piatta. Tale modifica ha portato ad una variazione di marcatura e ha suddiviso le scarpe in tre gruppi:

-    le calzature speciali, quelle senza resistenza allo scivolamento e per cui la prova non è applicabile (non testate), che riportano la marcatura ∅

-    le calzature possedenti il requisito antiscivolo di base, che non riportano la marcatura

-    le calzature che possiedono il requisito antiscivolamento su pavimento in ceramica con glicerina, che riportano la marcatura SR


Nuove norme europee: nuovi requisiti supplementari


Tra i nuovi requisiti supplementari inseriti abbiamo:

-    Il copripuntale (SC)

-    Sottoposto alla prova di abrasione secondo ISO 23388:2018 (con carta abrasiva grana 180) non deve mostrare fori passanti l’intero spessore prima di 8000 cicli.

-    Ladder grip (LG)

-    La parte di suola a contatto con il piolo deve soddisfare i requisiti dell’abrasione ed avere le dimensioni indicate nella pagina seguente.



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