Negli ultimi anni, temi come ecologia ed ecosostenibilità sono sotto l’attenzione di tutti. Si sente parlare di sostenibilità non solo ambientale, ma anche economica e sociale, quando si discute di un futuro in cui dovremo necessariamente adottare nuovi approcci rispetto ai modi in cui produciamo, consumiamo, ci relazioniamo col lavoro e i lavoratori e, infine, ci occupiamo dei rifiuti da noi prodotti.

In quanto cittadini e abitanti del nostro pianeta, lo stress a cui è sottoposto l’ambiente riguarda ognuno di noi, ed è nostro compito adottare comportamenti quotidiani sostenibili ai fini di preservare l’ecosistema. Le possibilità che abbiamo per farlo sono davvero tante: tagliare gli sprechi di energia, fare una corretta raccolta differenziata, riciclare e riutilizzare gli oggetti quanto più possibile.

Ai primi posti tra le buone pratiche di uno stile di vita sostenibile c’è sicuramente la scelta di prodotti ecologici e riciclabili. Tutti gli oggetti che finiscono nella nostra immondizia sono stati a suo tempo acquistati come nuovi, ma è solo quando ci troviamo a sbarazzarcene che ci rendiamo conto di quanti tipi di materiali, (o per meglio dire “polimeri”) non possono purtroppo essere riutilizzati, finendo così ad alimentare gli sprechi.

Scegliere un prodotto sostenibile rappresenta quindi una di quelle piccole azioni che rientrano nelle nostre possibilità e che possono fare la differenza per le sorti del pianeta e per le generazioni future.

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Come scegliere un prodotto ecosostenibile

Quando acquistiamo un qualsiasi tipo di prodotto, dalla spesa di generi alimentari fino agli acquisti dettati dalla moda, siamo responsabili dell’immissione nell’ambiente di un oggetto che un giorno diventerà inevitabilmente un rifiuto insieme a tutti gli elementi che lo accompagnano: packaging, imballaggio, etc.

E non solo: negli ultimi decenni, la delocalizzazione dei processi produttivi ha visto sempre più aziende cercare di abbattere le proprie spese andando a trovare risorse e manodopera in aree del mondo dove la tutela dei lavoratori è praticamente inesistente. A causa di ciò, quando andiamo a comprare beni di varia categoria, molto spesso ci troviamo senza rendercene conto ad alimentare dei sistemi che sono tutto il contrario di sostenibili.

Anche impegnandoci nella scelta dei prodotti che acquistiamo, non è per niente semplice capire quando un prodotto è sostenibile e quando non lo è, anche perché molte realtà produttive tendono a tenere nascoste agli occhi del pubblico le proprie pratiche inquinanti e irrispettose nei confronti dell’ambiente e dei propri dipendenti.

Cosa possiamo fare quindi, da clienti e consumatori, per far sì che le nostre scelte intelligenti si traducano in azioni concrete per risollevare le sorti del nostro pianeta?

Innanzitutto, possiamo partire dal porci tre semplici domande ogni volta che ci troviamo a fare un acquisto di qualsiasi tipo, ovvero:

  1. Da dove proviene il prodotto che sto acquistando? Informarci sulla provenienza di un bene è sempre un buon punto di partenza per un consumo consapevole. È un’informazione che le aziende sono tenute a condividere (la voce “Made in…” presente su ogni tipo di prodotto), e conoscerla ci aiuta ad avere un’idea sulle pratiche produttive che ne hanno portato alla realizzazione: basti pensare a quanto cambiano da Paese a Paese le norme sull’impatto ambientale e sulla tutela del lavoro.
  1. Di cosa è fatto? Una domanda che non deve limitarsi alla composizione del prodotto, ma che riguarda con la stessa importanza il packaging con cui questo viene presentato, imballato e spedito, che è la prima cosa a finire nel cestino dei rifiuti. Prediligere prodotti fatti e confezionati con materie riciclate o riciclabili, ricavate senza danneggiare l’ambiente o le comunità che vi risiedono, è sicuramente un piccolo passo verso un grande cambiamento in positivo per il pianeta.
  1. Che fine farà quando non mi servirà più? Poche cose durano per sempre, e la maggior parte degli oggetti di cui ci circondiamo e che usiamo ogni giorno non gode certo di vita eterna. Ma smettere di usare qualcosa non vuol dire che quell’oggetto smetterà improvvisamente di esistere: i materiali di cui è composto possono metterci anni, se non addirittura secoli per decomporsi. Sarebbe buona abitudine quindi occuparci in modo responsabile della fine che farà quell’oggetto che ha diligentemente svolto il suo compito fino al momento in cui abbiamo deciso di disfarcene, e un’azione consapevole in questo senso può essere fatta fin dal momento dell’acquisto: scegliendo prodotti facilmente riciclabili una volta raggiunta la fine del loro ciclo di vita.

 

Uno degli obiettivi prefissi dai vertici di governo di moltissimi Paesi industrializzati, e di conseguenza un tema a cui sempre più aziende si stanno interessando attivamente, è quello della conversione a un’Economia Circolare in cui gli sprechi e l’inquinamento siano ridotti a zero, così da chiudere il cerchio ogni volta che un qualcosa viene buttato, riciclandolo e reimmettendolo nuovamente nel processo produttivo come materia prima.

Un’azienda che può considerarsi sostenibile è dunque una realtà caratterizzata da un’alta attenzione al benessere dei propri dipendenti, delle comunità residenti nelle aree interessate dalle proprie produzioni, e che si impegna nello sviluppo e applicazione di tecnologie che riducano al minimo il proprio impatto ambientale.

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La riconversione green delle produzioni industriali

Essere un’impresa sostenibile può significare assumere scelte in grado di influenzare, con l’intento di abbassarlo, l’impatto ambientale delle proprie attività produttive. Questo avviene nel progettare e realizzare oggetti che non graveranno sull’ambiente a causa delle materie prime usate, delle modalità con cui sono stati lavorati e delle necessità di smaltimento che avranno a fine vita.

Il tema delle materie prime utilizzate ci riguarda molto da vicino, ai fini di una riconversione green dei nostri sistemi di produzione. Questo include anche la scelta del packaging, che come abbiamo indicato ha un peso non trascurabile nella definizione di un articolo veramente “green”.

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L’offerta green di Reposa: Max e Easy eco-friendly

Il concetto di eco-friendly adattato al mondo calzaturiero si risolve con la scelta di materie prime ecosostenibili, riciclabili e a basso impatto ambientale.

Anche Reposa, nel suo piccolo e seppur i componenti di produzione non aiutino particolarmente la causa, ha scelto, laddove possibile, di creare modelli di zoccoli green ed eco-friendly, 100% riciclabili, dal granulo al packaging!

La linea ‘green’ di Reposa conta due modelli:

  • Reposa Max > zoccolo in gomma termoplastica SEBS, antistatica e priva di lattice. Sterilizzabile in autoclave, antistatico e antiscivolo, dotato di laccetto di sicurezza regolabile
  • Reposa Easy > sempre realizzato in SEBS, anch’esso antistatico e antiscivolo, variante del precedente in quanto sprovvisto di laccetto di chiusura al tallone

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La gomma riciclabile Reposa

La materia prima di cui sono fatti Reposa Max e Reposa Easy è Stirene-Etilene-Butilene-Stirene, abbreviata in SEBS: un copolimero a blocchi a base stirenica, in cui la fase elastomerica è modificata mediante idrogenazione.

La fase elastomerica gli conferisce le proprietà elastiche e la morbidezza tipiche di una gomma; la fase plastica gli conferisce rigidità, resistenza all’abrasione al calore. La sua natura chimica satura, priva cioè di doppi legami, lo rende particolarmente resistente all’azione dei raggi UV e degli agenti atmosferici.

Si tratta di un materiale molto simile alla gomma vulcanizzata, ma poiché la vulcanizzazione non è necessaria e quindi non avviene, esso risulta completamente riciclabile.

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Il packaging riciclabile Reposa

Più un imballo risulta leggero, resistente e prodotto con il minimo utilizzo di carta e risorse ambientali, più questo imballo può definirsi ecosostenibile e avvicinarsi all’optimum ricercato.

Un packaging ottimizzato, che riduce il materiale sia di lavorazione che di scarto, non può che portare benefici all’ambiente. Questo perché smaltimento e riciclo vengono semplificati, viene ottimizzato l’utilizzo di risorse ambientali e minimizzata la produzione di rifiuti. Inoltre, il trasporto stesso, grazie al volume ridotto degli imballi, risulta agevolato.

Il packaging utilizzato da Reposa è 100% eco-friendly, nel rispetto dell’ambiente ma sempre in conformità con i requisiti di sicurezza del prodotto.

L’attenzione e l’impegno di Reposa nell’ambito dell’ecosostenibilità emerge anche per le sue altre linee realizzate in materiali non interamente riciclabili. Per queste linee l’azienda si impegna nel cercare la giusta soluzione che possa permettere il riutilizzo di quante più parti possibili, evitando così la loro distruzione, che sarebbe nociva per l’ambiente.

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