Scarpe per cuochi o camerieri: come sceglierle?
I nostri consigli

 

Cosa c’è ai piedi dello chef? Qual è la scarpa che cuochi di ogni ordine e grado calzano da mattina a sera, mentre creano i loro capolavori nei ristoranti stellati o, più modestamente, portano avanti la loro quotidiana attività in mense, trattorie, ecc…?

Se gli show televisivi ci portano sempre più spesso dentro alle cucine, difficilmente si soffermano sui piedi di chi vi sta lavorando. Se lo facessero, di sicuro non vedremmo scarpe lucide o firmate: per lavorare bene servono comodità e sicurezza; per mantenere la massima igiene, servono scarpe facilmente lavabili.

Ecco perché nelle cucine si stanno diffondendo sempre di più le ciabatte o zoccoli in gomma. Sono infatti funzionalmente perfette ed economiche (dettaglio non trascurabile)!

 

La sicurezza per la scarpa da cucina

Quali incidenti si possono verificare, in una cucina, collegati ai piedi?

  • Si può scivolare. Acqua (magari saponata!) o altri liquidi possono facilmente cadere sul pavimento, creando non pochi problemi a chi deve muoversi con estrema rapidità.
  • Possono cadere oggetti anche pesanti (come pentole) e soprattutto coltelli, che rischiano di ferire anche in modo grave.
  • Ci si può ustionare se accidentalmente cadono liquidi bollenti o se si entra in contatto con oggetti ad altissima temperatura.

Per chi vi lavora quindi la classica scarpa da ginnastica non è certo una buona idea, né lo è per il cameriere che entra ed esce continuamente dalle cucine per prendere i piatti da servire in sala.

Servono scarpe antinfortunistica. Di solito se ne scelgono di antiscivolo, con alto grado di resistenza della tomaia (che deve essere antitaglio!) e dotate di puntale di sicurezza. I dettagli vengono però stabiliti, azienda per azienda, dal responsabile per la sicurezza aziendale.

 

C’è un altro aspetto che riguarda la sicurezza, questa volta non del lavoratore, ma del cliente: l’igiene. La presenza del cibo richiede tenute da lavoro e scarpe perfettamente pulite, che non portino dentro la cucina agenti contaminanti esterni.

La più ovvia raccomandazione è di non utilizzare fuori dall’ambiente di lavoro le proprie scarpe da cuoco; oltre a questo, sicuramente è un ottimo aiuto la possibilità di lavare regolarmente le scarpe da cucina, anche tramite un comodo lavaggio a 40° o 60° in una normale lavatrice.

 

Comodità e convenienza

Negli anni, gli zoccoli in gomma si stanno sostituendo alle più classiche scarpe in cuoio per diversi motivi.

In primis, vi sono modelli certificati DPI che rispettano tutti i requisiti di sicurezza sopra elencati (ed anche di più: ad esempio, sono elettrostatiche) e che sono lavabili in lavatrice. Oltre a questo, i modelli studiati per il lavoro sono estremamente comodi da utilizzare come scarpe da cucina perché sono anatomici e traspiranti.

Un altro dato da non trascurare è che sono estremamente economici rispetto a una scarpa di pari caratteristiche ma di costruzione più tradizionale. Non è da trascurare neppure la possibilità di scegliere il colore del proprio sandalo da lavoro tra una grande varietà di opzioni (ad esempio, trovando quello che si abbina meglio a grembiuli o divise aziendali utilizzate anche dal personale di sala).

 

L’ultima novità del settore, in questo ambito, è dato dalle scarpe da cucina in EVA reticolato ultraleggero, che uniscono a tutte le caratteristiche sopra indicate una leggerezza estrema: il nostro modello light shock, ad esempio, ha un peso di appena 190 gr per paio ed è quindi l’ideale per chi deve passare molte ore in piedi.

Per maggiori informazioni, vi invitiamo a cercare nel nostro catalogo le linee Light Shock, Easy e Safe – tutte particolarmente adatte per il lavoro in cucina (DPI certificate), disponibili in molti colori e ad un ottimo prezzo.

2019-01-10T17:46:52+00:00